Seleziona una pagina
“Era un gioco magico, un sogno! Il sogno di un bambino che diceva sempre: da grande farò l’ingegnere LEGO come i tantissimi bambini che tutti i giorni sognano un futuro lavorando tra i mattoncini. Non è forse il lavoro più bello del mondo?“
Così Riccardo Zangelmi descrive ciò che fin da piccolo ha appassionato lui e milioni di bambini di generazioni diverse, tutti noi abbiamo avuto i “mattoncini” gialli, rossi e bianchi e abbiamo fatto galoppare la nostra fantasia.
I LEGO erano il mezzo, l’immaginazione era tutto ciò che serviva: chi costruiva castelli con principesse da salvare, chi invece preferiva le corse adrenaliniche con auto che sfrecciavano a tutta velocità e incidenti pirotecnici, chi le astronavi in cerca di nuovi mondi, futuri architetti costruivano intere città mentre futuri ingegneri costruivano aerei, macchine e barche; la libertà di fantasticare con questi piccoli oggetti modulari ha contagiato chiunque e creato un fenomeno mondiale.
Questo fenomeno è cresciuto così tanto da creare un gruppo ristrettissimo di artisti “LEGO Certified Professional” capaci di creare vere e proprie opere d’arte utilizzando quei fantastici mattoncini multicolore, Zangelmi è l’unico italiano e martedì 10 luglio verrà inaugurata la sua prima mostra al Pirellone di Milano, presso lo Spazio Eventi: “Potere ai Piccoli”.

 

 

Oggi parliamo di fantasia, fantasia e immaginazione.
Tutto è partito da un sogno: “Voglio esplorare l’universo” e con qualche mattoncino bianco e nero costruivamo un’astronave capace di viaggiare a velocità nemmeno calcolabili; “Sarò il pirata più temuto dei sette mari!” ed ecco quelli marroni che piano piano uniti creano la nave più terribile e spaventosa che avesse mai solcato le onde.
Niente può fermare la fantasia, niente è capace di limitarla.
Vi starete chiedendo perché questo elogio hai mattoncini danesi più famosi e replicati del mondo, la loro popolarità trascende il tempo e lo spazio e continueranno a essere apprezzati da chiunque, grandi e piccini, e proprio sul motivo di questo apprezzamento vogliamo soffermarci: la tangibilità.
La loro tangibilità è l’elemento chiave del successo, con loro tutto ciò che abbiamo solo immaginato può veramente vedere la luce in senso letterale; non c’è limite a ciò che si può costruire se non la propria mente e la loro innata modularità li rende magici agli occhi dei più piccoli.

 

 

Sono tantissimi i record battuti grazie a loro: la nave da 2,5 miliardi di mattoncini, torri alte 36 metri centinaia di metri di ferrovie e altri ancora.
Insomma, niente frena questi giochi pratici, sicuri (il classico buco degli omini LEGO li rende un tubo dal quale passa l’aria nel caso venissero inghiottiti) e soprattutto magici.
Magici.
“La cosa più importante che ho imparato durante questo percorso è che non basta sognare, occorre il coraggio di sognare e non smettere mai di farlo.”
Non smettere di sognare, come dice Zangelmi, è il consiglio migliore che questi piccoli, coloratissimi, mattoncini ci regalano ogni volta che ne vediamo uno.