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“I Mondiali di Calcio più social di sempre!”
È così che recitavano le principale testate giornalistiche i giorni precedenti l’inizio di quello che è stato il mondiale più commentato di tutti i tempi.
Grazie ai social network infatti è stati possibile divertirsi veramente con gag e tifosi dai comportamenti discutibili, solo per citare qualche dato ci troviamo di fronte a centinaia di migliaia di menzioni su Instagram, seguito a ruota da Facebook e Twitter. Oltre alla enorme mole di dati che gli analisti stanno analizzando in questo momento è stato possibile notare da alcuni comportamenti tenuti in campo e non da parte dei giocatori, l’impatto che questi ultimi hanno avuto sull’opinione che il grande pubblico aveva e ha tutt’ora nei confronti di determinate squadre o personaggi. Neymar, il giocatore più iconico del Brasile e con il cartellino più costoso al mondo, si è “guadagnato”, o meglio “ha rafforzato”, la sua fama di simulatore con vari episodi al limite del ridicolo ripresi in più chiavi di lettura in ogni parte del mondo rendendo lui stesso uno degli hashtag più utilizzati nei giorni successivi. Oltre a quello le débâcle argentina e tedesca sono stato allo stesso modo rimbalzate in ogni dove tra prese in giro, vendette, risate di gusto e lacrime.
Non tutto è stato negativo, anzi, ci sono state vittorie inaspettate come quelle di Messico, Svezia e Danimarca che in ogni modo hanno cercato di proseguire il proprio cammino non guardando in faccia nessuno. A loro si aggiunge di diritto il Giappone, capace di conquistare il cuore di tutti gli appassionati di calcio, che una volta conclusa la propria esperienza ha ripulito l’intero spogliatoio lasciando un biglietto in alfabeto cirillico che recitava “Grazie”, il giro del mondo grazie ai social network ha creato un fenomeno globale con attestati di stima proveniente da ogni parte del mondo.

Arrivati ormai alla finale che si terrà domenica prossima, che vedrà scontrarsi Francia e Croazia, possiamo dire di aver assistito a un Mondiale di calcio da molti definito come il migliore di sempre, ma noi, non volendo ergerci a opinionisti calcistici, ci limitiamo a descriverlo come uno dei più atipici ed emozionanti di tutta la storia.
Partite decise allo scadere, equilibrio tra squadre di caratura infinitamente differente e intense emozioni capaci di regalarci attimi di gioia sfrenata mista alla malinconia di non vedere gli stadi tinti di quel bellissimo azzurro che riporta a notti magiche.
Nonostante l’assenza della Nazionale Italiana i dati social provenienti dal nostro Paese non sono così tragici come si pensava: oltre al boom di tweet all’inizio del mondiale che vedevano come tema centrale l’amarezza di non essere presenti al Mondiale, a questo si aggiungono centinaia e centinaia di tweet e post con le cosiddette “gufate” contro le nazionali notoriamente avversarie degli Azzurri come Germania, Spagna e Francia.

Cos’è il calcio se non emozione? Viene definito come lo sport più bello del mondo, è in grado di unire le persone, risvegliare il patriottismo e farci sentire tutti parte di un’unica grande comunità.
Le emozioni veicolano tutto ciò, le storie di povertà e rinascita, di difficoltà superate grazie al sogno mai perso di insaccare un pallone in rete con un numero 10 sulle spalle.
Il Mondiale più social di sempre è stato il Mondiale più emozionante sicuramente degli ultimi anni, è stato capace di emozionare grandi e piccini, è stato capace di far versare lacrime e di far esplodere urla di gioia. Questa è la forza del calcio, della storia che prende che guida un pallone partito da una scarpa con i tacchetti.