Febbraio 15, 2018 Tania Veleno

Facebook Downvote: in arrivo il tasto “non mi piace”?

 

Dal “lontano” 2009, quando fu introdotto da Facebook il tasto “mi piace”, ad oggi, chi non ha mai desiderato almeno una volta di avere a disposizione il tasto “non mi piace”? L’azienda di Zuckerberg è però sempre stata molto chiara sulla questione e più volte nel corso degli anni ha ribadito di non essere intenzionata ad introdurre tale funzione.

 

Quando negli ultimi giorni hanno iniziato a circolare post, con tanto di screenshot, in merito alla presenza sotto alcuni commenti del tasto “Downvote” vicino a “mi piace” e “rispondi”, sicuramente in molti si è riaccesa la speranza di vedere realizzato il sogno del tanto bramato “dislike”.
Ci hanno pensato alcuni portavoce della compagnia a far tornare coi piedi per terra chi, per un momento, si era illuso che l’era del “non mi piace” fosse finalmente iniziata. Essi hanno infatti dichiarato che effettivamente la funzione Downvote è in fase di test su un piccolo numero di utenti negli Stati Uniti, ma che non ha niente a che vedere con un possibile tasto “non mi piace”.

 

In cosa consiste dunque il sistema Downvote? Sostanzialmente l’obiettivo è quello di favorire e incentivare la segnalazione di commenti inappropriati. L’opzione è simile a quella “nascondi commento” già presente, ma messa più in evidenza e inoltre non funziona su tutti i profili, ma solo per i commenti delle pagine pubbliche.

 

Cosa accade una volta premuto il tasto downvote? Il commento in questione viene nascosto a chi lo ha premuto (mentre rimane visibile per tutti gli altri) e viene data la possibilità all’utente di indicare se il contenuto, in relazione al post a cui era indirizzato, fosse “offensivo”, “fuorviante” o “non pertinente”.

 

In conclusione, qual è lo scopo? Ciò che Facebook vuole ottenere è un miglior riscontro sui commenti alle pagine pubbliche, rendendone più semplice la moderazione.
Downvote può quindi essere considerato come un possibile strumento per la battaglia, da tempo annunciata, alle fake news che popolano il social network. Ogni volta che il tasto verrà premuto, Facebook riceverà infatti una segnalazione che potrebbe essere utilizzata per valutare la presenza di contenuti inappropriati.

 

Un’ultima considerazione da fare è la possibile relazione tra la funzione in fase di test ed il nuovo algoritmo di Facebook, di cui abbiamo parlato qui.
Il nuovo “EdgeRank” ha infatti l’obiettivo di stimolare l’interazione tra utenti e di conseguenza rende i commenti il fattore di maggior peso del determinare la gerarchia dei contenuti sulla News Feed. In un ambiente in cui i commenti diventano centrali, un sistema come quello del downvote assume molta importanza in quanto, tramite la moderazione autonoma da parte degli utenti, può fornire a Facebook molti dati su quali contenuti sono graditi o meno, permettendo così al social network di assegnare priorità ad alcuni e di rimuoverne altri.

 

Se in futuro vedremo comparire il tasto downvote sulle nostre bacheche non possiamo ancora saperlo, ma ciò che almeno per ora sembra certo è che il “non mi piace” non rientra minimamente nei piani dell’azienda di Zuckerberg. Se questo può provocare delusione in molti utenti, per chi, come noi, si occupa di comunicazione e sa quali conseguenze pericolose potrebbe portare, è invece un sollievo.
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