Aprile 10, 2018 saraCN

Come cambia Facebook dopo la bufera

A partire da ieri il colosso dei social network Facebook avviserà tutti gli utenti coinvolti nel furto di dati. La vicenda, scoppiata a metà del mese scorso, è stata approfondita in un nostro precedente articolo, ora vogliamo aggiornarvi sugli ultimi sviluppi a riguardo.

Mercoledì 4 aprile Mike Schroepfer ha rilasciato un documento in cui descrive gli ultimi aggiornamenti e il piano che verrà attuato dall’azienda di Zuckerberg per cercare di evitare il più possibile l’accesso ai dati privati dei singoli utenti. Rispetto ai dati iniziali gli account social interessati in questo scandalo sono molti di più che i 50 milioni dichiarati. Lo chief technology officer di Facebook ha annunciato che i profili coinvolti ufficialmente nello scandalo sono ben 87 milioni, di cui la maggior parte appartiene a individui statunitensi, mentre per quanto riguarda l’Italia gli account violati sono 214.134 mila.

Nelle ultime settimane Facebook ha messo in moto tutti i mezzi possibili per aumentare privacy e sicurezza dei propri utenti. In particolare sta cercando di controllare maggiormente ciò che avviene sul social network per garantire la trasparenza e correttezza degli annunci, delle notizie e dei contenuti che vengono creati e condivisi.

Dal 9 aprile in poi sarà visibile un link nella parte superiore della pagina iniziale, sopra il news feed, creato appositamente per mostrare agli utenti le app che usano e le informazioni condivise con esse. Sarà quindi possibile controllare la propria situazione ed eventualmente eliminare le applicazioni indesiderate. Ovviamente, come ha specificato Schroepfer: “verrà detto alle persone se le loro informazioni potrebbero esser state impropriamente condivise con Cambridge Analytica”.
Appena lo scandalo è esploso Zuckerberg e i suoi collaboratori hanno deciso di eliminare le applicazioni che non hanno voluto sottoporsi alle loro indagini e tutte quelle con attività sospette alle spalle.
Facebook vuole evitare che gli sviluppatori possano visualizzare ed avere quindi accesso ai dati personali dei singoli utenti, come preferenze politiche, religiose, relazioni sentimentali, lavoro, educazione, attività sportive, hobby, e molto altro ancora, per prevenire ed evitare un eventuale utilizzo scorretto ed inconsapevole delle informazioni dei profili.

Le modifiche effettuate coinvolgono numerose funzioni del social, in particolare le API, strumenti che permettono agli sviluppatori di connettere due programmi e/o piattaforme tra loro. API è un acronimo che sta per “Application Programming Interface“, ovvero l’interfaccia di programmazione di un’applicazione, sono una sorta di “medium” tra due programmi. In questo caso le API di Facebook possono far dialogare un’applicazione esterna con determinati contenuti del social network ampliandone le funzioni. D’ora in poi tutti gli accessi effettuati dalle applicazioni saranno vagliati e sarà necessaria un’approvazione da parte del social network per poter interagire con esso. Per esempio per quanto riguarda la funzione “eventi”, le applicazioni non potranno più accedere ne alla lista degli invitati ne ai post caricati sulla bacheca di un evento. Anche gli accessi ai gruppi da parte di terzi verranno ulteriormente verificati e sarà necessaria l’approvazione dal social e dall’admin del gruppo per garantire maggiore sicurezza. In poche parole Facebook controllerà in ogni caso tutte le applicazioni che vorranno interagire con i suoi servizi per controllarle il più possibile e non permettere loro di accedere ad informazioni private dei singoli utenti che non sono necessarie al loro lavoro.
L’azienda vuole mettere al sicuro la privacy dei propri utenti, proteggendo i loro dati e garantendo trasparenza e chiarezza, rendendoli anche più consapevoli di ciò che condividono e fanno online.

Lo scandalo Cambridge Analytica e Facebook è sicuramente servito a renderci più coscienti di ciò che facciamo online, delle tracce che lasciamo navigando e della mole di dati che spesso senza renderci conto condividiamo. Speriamo dunque che d’ora in avanti i dati degli utenti siano protetti maggiormente e che anche i singoli possano fare un uso meno incosciente dei social network.

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