Maggio 22, 2018 saraCN

Il tatuaggio: una forma di comunicazione

(Alex, Twilight Tattoo Studio, PV)

 

Possedere un tatuaggio significa avere il piacere e la possibilità di donare al proprio corpo la capacità di parlare, raccontare una storia che nessuno potrà mai cancellare”.

Maurizio Fiorini

I tatuaggi, indelebili e pieni di significato, sono da millenni usati come mezzo identificativo, una sorta di “simbolo” del proprio essere.
Rito di passaggio, ricordo permanente di persone, situazioni, avvenimenti o semplicemente questione estetica, il tatuaggio è sempre più presente nella nostra società, così fortemente basata sulle immagini.
Il tatuaggio è tradizionalmente una tecnica di decorazione pittorica corporale dell’uomo indelebile e duratura nel tempo grazie all’introduzione sotto pelle di sostanze coloranti, ma per alcune culture è realizzata con tecniche semi permanenti (henna).
Oltre a comprendere una funzione estetica ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale, usato già nell’antichità, indicava caratteristiche precise dell’individuo, l’appartenenza a una tribù, convinzioni religiose, filosofiche, politiche, o come nel caso degli Irezumi vere e proprie storie come se il corpo fosse una tela da riempire con la massima precisione seguendo schemi e dettagli codificati.

Eleonora Tentori

 

Le prime tracce di tatuaggi sono riconducibili alla mummia dell’uomo di Pzyryk nell’Asia centrale e sulla Principessa di Utok (mummia dell’Altai) databili intorno al 500 a.C. arrivata quasi intatta fino ai giorni nostri grazie alla permanenza nel permafrost che ne ha permesso la conservazione.
Sulla spalla della giovane donna si trovano tracce di un disegno raffigurante un cervo con il becco da grifone e zampe da capricorno mentre sul polso una una testa di cervo con grandi corna.

 

Naturalmente anche l’immaginario cinematografico si è appropriato del linguaggio del tattoo.
Registi e sceneggiatori consapevoli del forte impatto visivo dei tatuaggi hanno iniziato, dapprima in sordina, poi con sempre maggiore disinvoltura, a usarli nel cinema e nelle serie televisive per dare carattere e sfumature immediatamente riconoscibili ai personaggi portati sullo schermo, spesso accontentandosi del mero ricorso allo stereotipo, ma in alcuni casi erigendo veri monumenti filmici all’antica arte di illustrare il corpo.

 

The Illustrated Man, 1969 di Jack Smight

 

 Il tatuaggio è un’espressione artistica che mostra come la nostra pelle possa essere paragonata a una tela su cui dipingere, sia ciò che è tipicamente bello ma anche ciò che ci resta dentro come una sorta di promemoria stampato a fuoco.
I tatuaggi devono rispettare canoni che sono mutati nel tempo, che hanno seguito la tecnologia, ma nello stesso tempo hanno fatto tuffi nel passato come nel caso del tatuaggio giapponese che tuttora rispetta la realizzazione secondo canoni e mezzi precisi.

Sono passati dall’essere un marchio disonorevole, sintomo di una personalità deviata secondo il criminologo Lombroso fino a un mezzo di marketing per pubblicizzare oggetti commerciali, come nel caso di un noto marchio di scarpe, che ha premiato con circa seimila dollari il miglior tatuaggio raffigurante il suo logo.

Alex, Twilight Tattoo Studio (PV)

 

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