Giugno 7, 2018 saraCN

8 giugno Giornata Mondiale per la Salvaguardia degli Oceani

L’otto giugno si celebra la giornata mondiale per la salvaguardia degli oceani, le più vaste distese d’acqua salate presenti sulla superficie terrestre.
Se guardassimo la terra dallo spazio ci renderemmo conto, infatti, che essa appare come un immenso “pianeta blu”. Questo perché gli oceani ricoprono circa il 71% di superficie terrestre e a causa dello scattering di Rayleigh della componente blu della luce solare da parte dell’atmosfera (è lo stesso motivo per cui vediamo il cielo blu).


 

Gli oceani, nonostante la loro immensità e la loro grande importanza per la sopravvivenza del genere umano, sono per lo più ambienti sconosciuti e inesplorati se non per piccole parti. Sono enormi serbatoi d’acqua e rappresentano il più grande ciclo dell’acqua sulla terra e, allo stesso tempo, sono anche serbatoi di calore poiché assorbono l’energia irradiata dal sole e la rilasciano in modo graduale. Sono il più grande e importante fattore di controllo del clima sulla terra: attenuano gli sbalzi termici, mantengono la temperatura idonea alla vita terrestre e, in parole povere, sono un enorme e gigantesco termostato planetario.
Gli oceani sono ricchi di forme di vita come pesci, molluschi, crostacei ed alghe ma anche di grandi quantità di petrolio e gas naturali.
Come ben sappiamo le prime forme di vita apparse sulla terra circa 3,7 milioni di anni fa si sono sviluppate nell’acqua, ritenuto un ambiente più ospitale rispetto all’aria. Si sono creati quindi una serie di ecosistemi autosufficienti.
Gli oceani sono una grande risorsa naturale che l’uomo spesso tende a sfruttare senza rendersi conto del fatto che intromettersi in un ecosistema autosufficiente e completo può portare alla sua distruzione. La pesca incontrollata così come lo sfruttamento delle risorse minerarie presenti nei fondali sta portando sempre più a un suo impoverimento con il rischio anche di interrompere una catena alimentare autosufficiente.
Questo è dovuto al fatto che per lunghi periodi l’oceano è stato considerato come una discarica a cielo aperto dove gettare rifiuti pericolosi (l’acqua salata veniva considerata quasi un disinfettante, come se gettare sostante inquinanti in mare significasse azzerare i loro effetti sull’ambiente) o svolgere esperimenti nucleari.
 

 

 

 

Negli ultimi decenni si sta cercando, però, di porre limiti allo sfruttamento incontrollato degli oceani, grazie anche a convenzioni fra le varie nazioni, e a regolamentare la riduzione dell’inquinamento delle acque da parte dell’uomo.
Una delle prime convenzioni risale al 1973 ed è la convenzione internazionale Marpol contro l’inquinamento a opera delle navi che stabilisce precise distanze da terra, per gli scarichi e attrezzature adeguate nei porti per lo smaltimento del petrolio.
LUnep invece si occupa del controllo della pesca.
Nel 2015 inoltre l’Italia si è fatta promotrice di un programma di recupero degli armamenti bellici gettati in mare.
La salvaguardia degli oceani non deve però essere solo affidata a leggi e convenzioni ma anche alla corretta educazione dell’umanità per quello che è un bene comune che tutti dobbiamo proteggere.
Molte associazioni si occupano di ciò, tra queste spicca senz’altro Sea Shepherd costituita nel 1977 dal Capitano e attuale Presidente Paul Watson, famoso e rispettato leader nelle questioni ambientalistiche.
Sea Shepherd è un organizzazione internazionale senza fini di lucro che si occupa di salvaguardare gli oceani, conservando e proteggendo l’ecosistema e le differenti specie, per assicurarne la sopravvivenza per le future generazioni. 
 La differenza sostanziale tra Sea Shepherd e le altre associazioni è che essa è un movimento gestito da volontari appassionati e tutti ne possono fare parte dando il loro contribuito, sia come equipaggio in mare che a terra.
I  loro sostenitori sanno che tutte le risorse – tempo e denaro – vengono spese nelle campagne di azione diretta. 
Sea Shepherd collabora con le autorità competenti ma svolge anche attività di coinvolgimento della popolazione grazie a giornate aperte dove spiegano la loro missione e svolgono attività utili a tutti, come le pulizie delle spiagge dai rifiuti.
Inoltre organizzano conferenze e convegni con il preciso scopo di sensibilizzare le nuove generazioni alla salvaguardia di un bene comune con percorsi didattici all’interno delle scuole.
Nella giornata dell’otto giugno possiamo iniziare anche noi a fare qualcosa per un bene prezioso che appartiene a tutti perchè “se gli oceani muoiono noi moriamo”.
“Siamo dei pirati della compassione che cacciano e distruggono i pirati del profitto” Capitano Paul Watson

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